Ciao Rita, non dimenticheremo mai la tua tenacia e il tuo sorriso

Nata il 9 gennaio del 1946, ha dedicato anima e corpo per oltre 20 dei suoi 71 anni a quella che, senza farne mistero, definiva la sua fede: Slow Food.

Rita ha rappresentato e rappresenta per tutti noi l’incarnazione dei valori che abbiamo professato in questi primi trent’anni. Socia e animatrice instancabile del percorso evolutivo compiuto dall’Associazione, è stata la fondatrice e Fiduciaria della Condotta Penisola Sorrentina, rendendola tra le più attive e frequentate d’Italia. È riuscita a creare un gruppo di soci impegnati giorno dopo giorno. Rita ha sempre portato la sua esperienza locale e l’amore per il territorio in Slow Food a tutti i suoi livelli. Ciò che ricordiamo più di lei è la sua tenacia e la combattività, ma sempre con un sorriso sulle labbra. Con il suo sorriso riusciva a dialogare con tutti e trovare sempre una soluzione.

Rita è stata però, al di là delle cariche e dei ruoli, il punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, abbiano incrociato le proprie strade con la sua. Si è battuta affinché fossero sempre di più a condividere la dedizione totale a una causa, quella associativa, che lei aveva sposato sin dai suoi albori. Determinata, intraprendente, incurante delle gerarchie, insofferente di fronte alle cariche. Rita ha continuato con grande passione a costruire la storia associativa, amando (e non semplicemente “condividendo”) le scelte compiute in primis da Carlo Petrini, il “suo” Carlin, e poi da tutto il movimento internazionale.

Convinta sostenitrice di Terra Madre, dal 2014 Rita aveva preso in carico il coordinamento regionale del progetto dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, ribattezzandola Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli. Fino a un mese fa, quando la malattia l’aveva sopraffatta, aveva lavorato sodo per rendere sempre più numeroso (oggi la Campania è la Regione con più cuochi e pizzaioli “alleati” di Slow Food) e soprattutto unito il gruppo dei “suoi” cuochi e dei “suoi” pizzaioli. “Suoi”, sì, perché così li definiva con amore di madre, quasi possessivo.

Aveva partecipato a tutti i Congressi nazionali e internazionali, a tutti gli eventi realizzati da Slow Food in Italia e spesso anche all’estero. Era, in pratica, il cuore pulsante di tutte le attività che la Campania “slow” realizzava sul proprio territorio e nel mondo. Ora quel cuore ha cessato di battere, stroncato da una malattia che l’ha portata via e contro la quale aveva combattuto indomita fino alla fine, l’unica che aveva potuto farla desistere dal partecipare al Congresso internazionale di Chengdu. Subito dopo il discorso d’apertura di Carlo Petrini, entusiasta ci disse: «Hai letto quello che ha detto? Carlin sta tenendo fede, come sempre, a una promessa che mi aveva fatto quando ci siamo visti l’ultima volta». E quell’ultima volta era a Casal di Principe quando Petrini riceveva il Premio “Don Peppe Diana” e Rita, con le lacrime agli occhi per quel riconoscimento, coordinava la grande festa.

Sì, questo è il momento delle lacrime ma non saranno loro ad accompagnare il nostro ricordo per Rita. «Quando pensiamo a Rita – scrive Carlo Petrini –, ci dobbiamo ricordare quanto Lei ha sempre voluto far emergere e per il quale ha vissuto Slow Food, cioè che il bene più prezioso del nostro movimento è l’affetto sincero per la nostra causa e per tutti coloro che la condividono».

Ciao Rita, il tuo sorriso ci accompagnerà.

Che la terra ti sia finalmente lieve

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